Escursioni ad Ushuaia

pubblicato in: Diario di Bordo 2020 | 0

Oggi è prevista una esplorazione alla laguna Esmeralda, una delle 7 lagune più belle al mondo. Ancora qualche km fuori città e dalla strada si accede direttamente ad un sentiero dove ha inizio l’escursione. Sono previste circa 2 ore di cammino per arrivare ed altrettante per tornare indietro. Bosco, pianura di turba, fiumiciattoli. Un’area incontaminata come se ne vedono poche con il silenzio rotto solo dal nostro respiro affannato.

Quando arriviamo ai piedi del ghiacciaio che sovrasta la vallata ci troviamo davanti ad uno spettacolo mozzafiato: la laguna Esmeralda ha un colore effettivamente dello smeraldo con dei riflessi che vanno dall’oro all’argento. I rivoli d’acqua che tagliano i sentieri lasciano una scia di colore brillante, sono i sedimenti a donare questa grande varietà di sfumature.

Tornare al pullmino è più semplice, tutto in discesa, ma le nostre scarpe sono da buttare per quante volte siamo affondati nel fango e nella turba.

Un breve relax prima di andare in centro per la visita alla prigione di Ushuaia, uno dei simboli più importanti della city. A metà del 1800, più o meno, il governo centrale argentino ha deciso di iniziare una opera di sviluppo a favore della Terra del Fuoco. Ma non avendo molti volontari per questo tipo di iniziativa hanno pensato di inviare sul posto dei detenuti, che hanno così avviato la realizzazione di diverse opere pubbliche.

Visitiamo le celle della prigione, la vita 100 anni fa tra queste mura doveva essere dura davvero. Poco riscaldamento e servizi in comune, stanzette da due metri per tre che ospitavano un solo letto.

Passiamo al museo che ricorda l’Armata Navale della Patagonia e Terra del Fuoco. Carlos, il responsabile del centro, ci illustra tutte le varie fasi che l’hanno vista nascere ed espandersi. Ma Carlos è anche un reduce della battaglia del 1978 e ci da la sua versione dei fatti di come sono andate le cose in quei 40 giorni in cui l’Argentina ha tentato di riprendersi le isole Malvine.

Inizia a piovere e rientriamo nella nostra residenza. Ai margini del bosco lo chalet è esposto, diversamente dal centro città, ad un fortissimo vento e questa sera la temperatura è vicina allo zero.