L’odissea dogane

pubblicato in: Diario di Bordo 2020 | 0

31 gennaio 2020. Morti di freddo! La temperatura la notte è scesa paurosamente e ci siamo avvolti in tutto quello che avevamo a disposizione. Colazione quasi italiana grazie alla mega moka ed al caffè che avevamo in valigia e con l’aiuto del sedicente Vincent, collaboratore del nostro transitario, ci rechiamo al magazzino doganale dove sono parcheggiati i container. Il posto è a 40 km fuori dal centro verso Valparaiso sul lato sx dell’autostrada. Come arriviamo ci viene comunicato che i container sono già stati svuotati ed i mezzi sono in un magazzino della struttura. Mi prende un colpo, come avranno fatto a scaricare il tutto senza aver danneggiato nulla???

Casco protettivo e giubbotto rifrangente per entrare nel compendio e veniamo scortati alle moto. Sono tutte la, in fila: da una prima occhiata sembrano ok, mancano solo gli adesivi che avevamo applicato sulle borse che qualcuno avrà tenuto come ricordo. Passiamo ora ai furgoni ed anche loro, con i pneumatici rimontati alla meno peggio, sembrano illesi.

Arrivano i doganieri e con loro i problemi che temevamo: gli alimenti perché non ci sono stati segnalati, le attrezzature dove le dovete portare, il materiale tecnico di chi è ed altre mille domande a cui cerchiamo di rispondere mano a mano che ci vengono poste. D’altronde non possiamo usufruire di nessun supporto che al contrario ci era stato garantito da parte delle autorità. Siamo in balia di due doganiere, forse neanche trentenni, a cui cerchiamo di spiegare che abbiamo inviato alla FIDAS, il primo transitario, tutte le info necessarie e tutti i documenti e questi ci avevano risposto che tutto era ok. Niente ok, e non vi dico come hanno commentato la FIDAS in questi uffici.

Ma il problema principale non sono i materiali quanto la proprietà dei mezzi: una persona un mezzo, mentre io e Marco ne abbiamo due, più l’autorizzazione a prelevare la moto di Celestino. E da qui non se ne esce: dopo ore di contrattazione si arriva ad un compromesso onorevole per ambo le parti: i furgoni ci vengono consegnati sulla fiducia con l’impegno formale di presentare lunedì un atto notarile con cui si affidano ad altri membri del gruppo i due Daily, mentre la moto di Celestino verrà presa da lui stesso lunedì. Una mezza vittoria, come i miracoli a metà. Questo ci ritarda la partenza programmata, ma avremo tutto il tempo per recuperare.

Rientriamo in collegio a cavallo delle nostre moto ed iniziamo la complessa preparazione ed allestimento dei due furgoni.

La serata viene alleviata da una simil carbonara made in Davide che ci ripaga di tutti gli sforzi.