Le mie preoccupazioni per le cadute

pubblicato in: Diario di Bordo 2020 | 0

11.02.2020 – Ieri è stata una giornata molto pesante e decidiamo così di partire con calma. Marco controlla i livelli dei furgoni e si accorge che il Daily, che non aveva ancora manifestato anomalie, ha iniziato a perdere acqua dal radiatore. Verifichiamo che la perdita è al solito posto, e cioè un difetto di fabbrica del radiatore che ci ha portato a sostituirlo già 3 volte, ma continuano a farli così.

Direzione El Calafate su un ottimo asfalto, quando all’improvviso ci troviamo difronte ad un nuovo sterrato. È l’unica alternativa possibile, a meno che non vogliamo fare un giro di 700 km a fronte di 250. Andiamo sulla pista polverosa, molto difficile in quanto è realizzata in pietrisco alto fino a 20 cm, e Norbert, che guidava sempre la moto di Celes, finisce a terra. Nonostante il casco Norbert ha una vistosa ferita sotto l’occhio sinistro, un taglio di circa 2 cm a pochi millimetri dal bulbo oculare. Perde molto sangue. Tamponiamo, disinfettiamo e con un cerotto cerchiamo di chiudere la lacerazione. Non ha dolore e quello che ci preoccupa è il rischio di infezione. Il primo posto di soccorso è a 50 km fronte e 50 km retro, decidiamo così di andare avanti ed alla guida della moto passa Isabella.

Andiamo per diversi km ma anche Isabella scivola a terra, praticamente da ferma, su un ghiaione altissimo. Non credo che sia la moto di Celestino a portare jella, qui la strada è difficile assai. Isabella riprende la guida ma altri pochi km e cade di nuovo, ma stavolta malamente ed è costretto a passare la moto a Gabriele che sveste l’abito del cameraman per indossare quello da pilota.

Dopo 70 km siamo di nuovo sull’asfalto e giunti a Tres Lagos, un gruppo di 50 case, ci fermiamo al posto di soccorso. Li troviamo un medico sorridente che una volta misurata la pressione a Norbert, Isabella e Celestino gli augura buon viaggio consigliando di farsi controllare presso l’ospedale del Calafate. Poi ci chiede una foto con tutti davanti l’ingresso dell’ambulatorio e si congeda con un  “che Dios vi accompagna”. Con questo metodo i nostri pronto soccorso, sempre congestionati, ridurrebbero in modo drastico la fila….

I km rimanenti vanno via sereni, tra uno scenario incontaminato fatto di rilievi altalenanti, fiumi e laghi molto vasti. El Calafate, il ghiacciaio, ci siamo. Entriamo in città ed una buca infame, posta al margine di una rotonda, ci regala l’ultima emozione: Erhard la centra in pieno spaccando il cerchio anteriore della sua BMW. A 5 km dall’arrivo questa non ci voleva.

Lasciamo la moto sul posto e ci spostiamo presso la caserma dei pompieri che ci ospiterà per le tre notti previste, svuotiamo uno dei Daily e torniamo a prendere la BMW. Abbiamo a disposizione due giorni per rimediare all’accaduto.

I pompieri ci hanno messo a disposizione il loro garage dove posizioneremo le nostre tende. Abbiamo bagni, docce e cucina, non ci occorre altro.

Mentre ci sistemiamo Norbert e Isabella vanno a farsi controllare in ospedale ed al loro ritorno abbiamo una notizia buona ed un’altra meno: Norbert è ok ma Isabella ha la clavicola rotta. Rimandiamo tutte le decisioni a domani sereni che qui abbiamo l’aiuto necessario per risolvere tutti i problemi.