L’altezza fa soffrire alcuni di noi ed alcuni mezzi mentre il coronavirus ci chiude l’aeroporto di Lima

postato in: Diario di Bordo 2020 | 0

Abbiamo dormito a singhiozzo, come il Daily in salita. L’altitudine ti fa di questi scherzi, e c’è chi è stato anche peggio. Tiro fuori il Daily dal parcheggio e quasi non ci riesco: abbiamo un problema.

Marco è stanco ma lo convinco a fare un check e così cambiamo filtri, controlliamo cavi, turbina, tutto sembra a posto ma il mezzo non va.

Oggi non sarà possibile partire e ci affidiamo ad un meccanico che si tiene il furgone fino alle 13. Ci dice che la parte meccanica è ok, forse qualcosa di elettronico. Così il pomeriggio si va da un altro meccanico che ha il tester.

Nel frattempo le telefonate sulle varie situazioni nel mondo si moltiplicano, aeroporti aperti, chiusi, mezzi aperti, mezzi chiusi, il caos è totale. Ci viene anche consigliato di lasciare i mezzi e tornare in Italia dalla Bolivia, come se lasciare nove moto e due furgoni in sud-america sia come lasciare una valigia per poi tornare a prenderla con comodo.

A tal proposito decidiamo di arrivare comunque a Lima, imbarcare i mezzi e poi tornare in Italia attraverso una rotta diversa. Il momento è critico, ma prendere decisioni affrettate o dettate dall’impulsività potrebbe anche essere peggio.

Valter torna con il Daily nel primo pomeriggio: il furgone non ha anomalie, solo la pompa del gasolio è un poco stanca e con l’altitudine può dare questo problema. Il meccanico, il più forte di Uyuni, ci consiglia un additivo per i carburante e se a La Paz troviamo uno specialista…rifare la pompa.

Siamo buttati come stracci nelle nostre camere, necessitiamo almeno di tre giorni per acclimatarci, fino a Lima sarà così.