La sistemazione a Valparaìso

pubblicato in: Diario di Bordo 2020 | 0

30 gennaio 2020. L’atterraggio è una liberazione. Nel nostro gruppo hanno dormito solo le persone sotto il metro e cinquanta, cioè nessuno. Non parliamo del pasto: Joyce ha vomitato mentre era in fila durante i controlli passaporti ed io ed altri due ci siamo andati molto vicino.

Qui è estate, una temperatura meravigliosa con una brezza che mitiga il gran caldo. Ad attenderci il Colonnello dei Carabineros Luis e Marcella, la suora dell’ordine Francescane Missionarie del Sacro Cuore. Quest’ultima ha organizzato il nostro trasferimento e soggiorno a Valparaíso presso il collegio cattolico San Damiano di Molokay. Due ore circa di viaggio su una autostrada con salite ripidissime e con l’autista che ci illustra la campagna circostante, ricca di viti pregiate e di altre coltivazioni particolari. Non mancano i cenni di storia e sugli ultimi fatti politici che stanno scuotendo il paese.

Valparaíso è una piccola cittadina sul mare, importante per il porto sia commerciale che turistico. Saremo qui e non a San Antonio, come da programma, in quanto la nave che trasportava i nostri container ha avuto un guasto e si è fermata qui. Morale abbiamo dovuto riprogrammare il soggiorno e pagare una penale ”perché la nave ha cambiato porto” di 150 $ a container!!!   

Il collegio in questo periodo, che corrisponde alla nostra estate, è vuoto ed abbiamo grandi spazi a disposizione. Bagni, docce e cucina al piano terra e si dorme al primo piano dentro tre aule con dei materassini a terra, l’ideale per lombo sciatalgia e patologie connesse.

Prendiamo rapidamente posto nelle aule e sistemiamo i pochi bagagli al seguito, considerato che tutto il materiale è a bordo dei container che ritireremo presumibilmente domani. Ceniamo in un localino tipico e ci stendiamo, coperti alla meglio, sui materassini simili a tatami da judo. Abbiamo da recuperare ore di sonno con la speranza di riuscire a rimettere in linea le vertebre della colonna…