Il notaio ed i manifestanti

pubblicato in: Diario di Bordo 2020 | 0

01 febbraio 2020. Alla ricerca del notaio. Ha dell’incredibile dover andare dal notaio per dichiarare che voglio far guidare il mio furgone ad un’altra persona, in una circostanza dove siamo tutti presenti, ma se vogliamo entrare in Cile non abbiamo alternativa. E se dovessi entrare in questo paese con un camper e moto a seguito, come è abitudine fare per milioni di persone, come si potrebbe risolvere il problema?

A piedi seguendo Sonia, la custode del collegio, tra le vie del centro città diretti da un notaio di sua conoscenza. Attraversiamo la piazza principale e ci cominciano a lacrimare gli occhi ed iniziamo a tossire: sono i lacrimogeni sparati dalla polizia fino a poco prima. In Cile da settimane i weekend sono i momenti in cui i manifestanti si scontrano con la polizia in modo molto ma molto violento. I malesseri di questo paese hanno radici profonde che non sembrano trovare una soluzione.

A passo svelto cerchiamo di toglierci da questa area “tossica” ed imbocchiamo la “via dei notai”, una strada dove la professione del notaio è molto diffusa. Entriamo in un ufficio dove ci sono molte persone in fila, ma il nostro atto è particolare e sediamo subito di fronte al professionista che si dimostra comprensivo e disponibile. Spieghiamo la situazione e lui non ha difficoltà ad affidare il mio furgone a Gabriele, quello di Marco a Isabella e la moto di Celestino a Joyce. Poco più di venti dollari ad atto, un prezzo credo giusto per una procedura doganale opinabile. Timbro firma ed impronta digitale su ogni atto e siamo fuori in meno di due ore.

Ripercorrendo la stessa strada a ritroso troviamo ancora l’aria irrespirabile e siamo costretti a coprire con quello che abbiamo a disposizione naso e bocca.

Il resto del team in collegio ha già iniziato a sistemare il carico sui Daily, una preparazione attenta per collocare i pesi in modo equo.

Pomeriggio di relax tra il tatami e le moto anche perché è sconsigliato uscire, gli scontri con la polizia sono ripresi e dal cortile si sentono gli spari con cui vengono lanciati i lacrimogeni e si vedono colonne di fumo di vari colori.

A cena Sofia di delizia con una cioccolata colombiana e noi ricambiamo con una pasta al tonno rivisitata. A tavola siedono con noi Celestino e Veronica appena giunti da Barcellona, e salutarli è una vera gioia.