La malaria

pubblicato in: Diario di bordo 2018 | 0

Anche stamane il gallo alle 3.30 ha dato il meglio di sé.

Ieri sera siamo andati a letto tardi, adiacente la piscina abbiamo osservato per molto tempo alcuni elefanti che mangiavano indisturbati a ridosso del camping, uno spettacolo incredibile.

 

A colazione veniamo assaliti da un gruppo di scimmie che con un blitz veloce e preciso riescono a rubarci il pane dalla tavola ed a nulla è valso l’intervento dei guardiani che sono subito intervenuto utilizzando delle fionde. Sono state veramente furbe, ci hanno distratto da un lato del campo mentre “la solista” commetteva il furto.

 

Salutiamo Davide che oggi rientrerà a Roma, le sue ferie sono terminate e dopo Elbie che ci aveva già lasciato ieri siamo rimasti in 15.

 

Africa_2018_Motoforpeace

 

Tappa poco impegnativa, Hwange è a soli 130 da Victoria Falls. Lungo la il bordo della strada scimmie annoiate ci scrutano incuriosite, questo posto è uno zoo all’aperto. Gli animali che girano sono così tanti che non riesco a capire chi di noi è l’intruso, noi o loro.

 

Ad Hwange, dopo aver fatto benzina con estrema difficoltà ed a caro prezzo (costa come in Italia), ci viene incontro Padre Serafin, l’economo della Diocesi. Ci scorta presso la loro chiesa dove incontriamo il Vescovo SE Mons. Alberto Serrano. Sono entrambi spagnoli ed entrambi prestano la loro opera in questo paese “da una vita”.

 

La residenza del Vescovo è abbastanza grande e divisa in più edifici, molto modesti ma funzionali. Il Vescovo accetta di essere intervistato ed il suo racconto è estremamente interessante, una foto precisa della situazione del paese il cui problema maggiore è la ridistribuzione della ricchezza.

 

Il 98 % della popolazione vive in povertà assoluta, la moneta non circola e le casse di negozi e banche sono vuote. Alcuni salari non vengono pagati da anni, ma se non si continua a lavorare si viene licenziati e la scuola soffre la mancanza di sostegno, come la sanità ed altri servizi fondamentali. Ad Hwange la Diocesi consente ai ragazzi di studiare e l’ospedale cattolico assiste parte della comunità. E tutto questo in un paese dove le ricchezze del suolo e del sottosuolo sono enormi.

 

Anche Padre Serafin conferma le statistiche del Vescovo e tutti e due sperano nel cambio di rotta del nuovo governo.

 

Lo Zimbabwe è un misto di etnie che si dividono il territorio, non ci sono per questo troppe rivalità ma ci si guarda con diffidenza. Le lingue ufficiali sono circa 6 ed anche le religioni sono diverse, quella cattolica raggiunge il 10%.

 

Preso posto nella stanze organizziamo il pranzo, abbiamo a disposizione la cucina della Diocesi. A tavola però non si presenta Luis, che da ieri manifesta i sintomi dell’influenza, ma oggi sembra stare peggio: è sul letto e trema moltissimo, ha freddo, molto freddo e la cosa ci preoccupa.

 

Il Vescovo ci consiglia di portarlo nell’ospedale cattolico per un controllo, meglio scongiurare subito eventuali complicazioni. Luis viene accompagnato in ospedale dal Vescovo, Riccardo e Gabriele che fanno ritorno dopo circa tre ore con una diagnosi agghiacciante: malaria.

 

La notizia ci coglie di sorpresa anche se eravamo tutti a conoscenza che i territori che andavamo ad attraversare sono tutti a rischio malaria, ed ora ci chiediamo dove è potuto avvenire il contagio. Abbiamo condiviso gli stessi ambienti, dormito negli stessi spazi, ora c’è anche il timore che altri possano aver contratto la malattia.

 

Veniamo comunque rassicurati dal Vescovo, la malaria in questo paese viene curata come da noi il raffreddore e ci invita a stare sereni, Luis è in buone mani ed entro due o tre giorni sarà fuori.

 

Sereni ma non troppo ci rechiamo con il Vescovo ad una messa in città, oggi si celebra Santa Maria Ausiliatrice ed abbiamo così la possibilità di assistere ad una funziona religiosa molto particolare. Come ad Ondjiva si entra in chiesa cantando e ballando lentamente ci si avvicina all’altare. La messa in Africa è una festa e l’incontro con Dio è gioia. Tra i banchi ci si muove a ritmo dei tamburi e dei canti intonati dal coro dei giovani ma non solo, qui cantano tutti dagli adulti agli anziani.

 

Un’ora di messa così vola letteralmente ed alla fine della funzione Don Bruno, altro missionario italiano che dirige un istituto salesiano ad Hwange, presenta ai fedeli il team di MotoForPeace spiegando da dove veniamo e perché siamo lì.

 

Dalla chiesa ci spostiamo all’ospedale per verificare le condizioni di salute di Luis. Le condizioni del nosocomio sono discrete e lo spagnolo è in una stanza con un altro infermo. Ha la febbre molto alta ma i medici non sono affatto preoccupati, ci spiegano che il normale decorso della malattia. Ci intratteniamo per circa un’ora e dopo averlo rifornito di acqua torniamo alla Diocesi.

 

Sono le 21.00 passate quando giungiamo a casa e troviamo la cena organizzata dai compagni che erano rimasti in relax. Questa sera si festeggiano i 50 anni di Gabriele e per l’occasione tagliamo una torta al cioccolato.